Ogni anno centinaia di migliaia di gatti, neonati e adulti, vengono soppressi
poiché non vi è chi si occupi di loro. Per evitare di aggravare questo problema,
tutti i gatti dovrebbero essere sterilizzati, a meno che non si tratti di
esemplari registrati e destinati alla propagazione della razza. La gatta viene
sterilizzata mediante l'asportazione dell'utero e delle ovaie, mentre il maschio
viene castrato tramite l'asportazione dei testicoli.
LA STERILIZZAZIONE DEL GATTO
Con la sterilizzazione vengono eliminati comportamenti indesiderati legati al
calore (miagolare incessante, urinare in giro per casa...) a patto che
l'intervento venga eseguito all'età giusta, in caso si attenda troppo si rischia
che tali comportamenti permangono. Dopo la sterilizzazione il gatto si allontana
meno da casa, riducendo così il pericolo di contrarre alcune pericolose
malattie. La sterilizzazione precoce nella gatta riduce lo sviluppo dei tumori
mammari e dell'utero, e di altre malattie legate al malfunzionamento delle
ovaie, inoltre si evitano sofferenze al gatto e alla gatta, che desidera
accoppiarsi ma non può perché gli viene impedito.Il momento migliore per sterilizzare la gatta è quando si presenta il primo
calore, ma questo non è indispensabile, di recente si è scoperto che più
precocemente si effettua l'intervento, che però non deve essere eseguito prima
dei 6 mesi di età, e più diminuiscono i rischi di future malattie dell'apparato
riproduttore. Nei gatti maschi, la castrazione viene consigliata dagli 8 mesi di
età.
Il gatto deve restare a digiuno a partire da 8 -10 ore prima dell'intervento,
toglietegli anche la ciotola dell'acqua 2-3 ore prima. L'operazione verrà fatta
in anestesia totale. Quando verrà dimesso potrebbe essere già sveglio o ancora
barcollante per via dell'anestesia. Tenetelo in un posto tranquillo, non fatelo
saltare per evitare il rischio che si aprano i punti e tenetelo a digiuno fino
al giorno successivo all'intervento. Il veterinario prescriverà un antibiotico e
vi consiglierà come disinfettare la ferita. E' importante che il gatto non
lecchi la ferita, poiché con la sua lingua ruvida ritarderebbe la chiusura della
ferita e con la saliva la infetterebbe, quindi è meglio mettergli un collare
elisabettiano. Questi sono consigli generali, in ogni caso sarà il vostro
veterinario a dirvi come dovete comportarvi prima e dopo l'intervento. Se il
gatto è in perfette condizioni di salute e non è allergico all'anestesia non
corre nessun pericolo nell'effettuare l'operazione.
L' INTERVENTO
Nella gatta verrà praticata un incisione di pochi centimetri sulla pancia,
verranno trovate le ovaie (oppure utero e ovaie), si chiuderanno i vasi
sanguigni che le irrorano per evitare emorragie, e si esporteranno le ovaie.
L'intervento dura circa dai 14 ai 40 minuti e il taglio praticato verrà chiuso
con alcuni punti di filo o con "graffette metalliche", che verranno levati dopo
8-10 giorni.
Le tecniche più utilizzate sono tre:
OVARIECTOMIA: si esportano solo le ovaie , in questo modo la gatta non andrà più
in calore.
OVARIOISTERECTOMIA: si esportano sia le ovaie sia l'utero. E' un intervento più
complesso e sarà il veterinario a decidere se adottare questa tecnica.
SALPINGECTOMIA o LEGATURA DELLE TUBE : vengono esportati i condotti che portano
gli ovuli dalle ovaie all'utero, in questo modo la gatta continuerà ad andare in
calore ma non potrà rimanere incinta.
Nel gatto viene incisa la pelle che contiene i testicoli (scroto) e anche in
questo caso vengono chiusi i vasi che portano nella zona il sangue, poi vengono
esportati i testicoli.
Molti veterinari non applicano nessun punto poiché la
ferita è così piccola che si chiude da sola il giorno dopo.
Nei maschi gli interventi possono essere di 2 tipi:
ORCHIECTOMIA: esportazione dei testicoli. In questo caso il gatto non
manifesterà più il comportamento sessuale.
VASECTOMIA: chiusura dei condotti che permettono agli spermatozoi di uscire dai
testicoli. In questo caso il gatto rimane sterile ma conserva l'istinto di
accoppiarsi.
L'USO DEI FARMACI
E' anche possibile eliminare il comportamento indesiderato delle gatte che vanno
in calore facendo ricorso ai farmaci progestinici. Questi farmaci però, se usati
per lungo tempo, possono avere gravi effetti collaterali, aumentando i rischi di
malattie all'utero e di patologie come il diabete e tumori mammari.
Quindi
questa tecnica ha senso solo se vorrete farla riprodurre in futuro.