IL PERIODO DEGLI AMORI
Per i gatti è iniziato il periodo degli amori.
Con l’arrivo della primavera, e fino all’autunno, ci capiterà spesso di sentire gli strazianti richiami delle gatte in calore e le grida, a volte davvero
agghiaccianti, dei maschi impegnati nelle zuffe territoriali.

Quando le giornate diventano più lunghe, le gatte entrano in calore, raggiungono l’apice del ciclo riproduttivo, e radunano attorno a loro diversi pretendenti.

Sono le diverse ore di luce e di buio ad agire sugli ormoni e a determinare i cambiamenti nei comportamenti delle femmine. Attirano i maschi con irresistibili miagolii di richiamo ma soprattutto con un odore particolare, che si chiama “feromone”, talmente fine che solo il prodigioso olfatto felino riesce a percepire. Trovandosi allora a competere per il diritto di accoppiarsi, capita che più maschi ingaggino furiose lotte. Le loro minacce, lamenti e miagolii di diversa intensità, si alzano nel cuore della notte: insieme al canto del cuculo che scandisce l’arrivo della bella stagione, sono un po’ la colonna sonora della primavera.

I combattimenti tra gatti maschi sono per lo più dei finti attacchi basati su sbuffi, schiene inarcate, orecchie attaccate al cranio e pelo ritto.
Ma quando i rivali decidono di passare ai fatti, le liti diventano davvero violente. Allora si sfoderano gli artigli e i denti diventano armi temibili. Per questo i gatti maschi, quando acquistano la maturità sessuale, si fanno “corazzati”: sul collo e dietro le orecchie la pelle si ispessisce, fino a risultare dura come il cuoio. Se ne ha la prova se si accarezza un gattone maschio dietro la testa. Io l’ho constatato anche adesso, mentre scrivo. Dalla finestra aperta è entrato Caruso, un randagio che ogni tanto viene a farmi visita, un “micio gladiatore”, sempre coinvolto in risse con i gatti della zona.
E’ balzato sulla scrivania e si è fatto accarezzare per qualche minuto, facendomi sentire con le dita tutte le cicatrici che fanno di lui il guerriero del vicinato. Questa è una cosa normale per chi vive con un gatto maschio. In questo periodo e poi per tutta l’estate, chi possiede un micio si accorgerà del suo nervosismo, della perdita dell’appetito e soprattutto del fatto che può sparire all’improvviso per farsi vivo dopo alcuni giorni pieno di graffi e contusioni. Chi invece ha una femmina, la vedrà completamente trasformata. Sarà inquieta, ansiosa, in cerca di coccole più del solito, subito pronta a strusciarsi contro le gambe del padrone, borbottando e facendo le fusa.Teniamo sempre presente una cosa però. Se non abbiamo la possibilità di accogliere i futuri cuccioli nella nostra famiglia, allora portiamo la gatta dal veterinario per farla sterilizzare. Conosco molte persone che sono contrarie a questa operazione, persone che sostengono che la natura debba sempre fare il suo corso. Questo è un bel discorso, in linea teorica. Ma in pratica, il numero dei gatti randagi è sempre in aumento e le recenti stime parlano di quasi un milione e mezzo di mici senza casa. La sterilizzazione è il metodo più sicuro per diminuire il randagismo. Permettere alla propria gatta di avere dei cuccioli per poi abbandonarli al proprio destino è un atto incivile più che naturale. Inoltre, si tenga presente che una gatta sterilizzata è più tranquilla e in genere meno disposta a vagabondare fuori casa: cosa questa fondamentale per chi abita in città o nei pressi di una strada battuta dove i pericoli dovuti alle auto sono sempre in agguato.Anche per un gatto maschio si può ricorrere alla castrazione, intervento che smorza almeno in parte la tendenza ad allontanarsi da casa in cerca di zuffe. Entrambi questi interventi chirurgici sono molto semplici e comportano una minima sofferenza per l’animale. Però è bene parlarne con il proprio veterinario di fiducia e farsi consigliare da lui per essere in grado di prendere una decisione.

L'ACCOPPIAMENTO
Se i gatti vivono il libertà, il pericolo dell'accoppiamento è spesso causa di combattimenti violenti tra i pretendenti maschi. Dopo alcuni preliminari, l'accoppiamento è molto breve e si conclude con un lamento acuto della femmina, che respinge il violentemente il maschio. Nelle ore che seguono, diversi altri accoppiamenti a distanza di pochi minuti l'uno dall'altro danno il via ll'ovulazioni. Questa perfetta sincronia tra l'accoppiamento e l'ovulazione spiega la grande prolificità della specie felina. Una gatta può essere all'origine di più di 200 discendenti in meno di due anni. Se a seguito di un accoppiamento la gatta non è stata fecondata, il calore si manifesterà nuovamente dopo circa 20 giorni. Una volta che la gatta è stata fecondata, la gestazione dura circa due mesi. Si segnala in ogni caso, che la gatta durante il calore o anche, più raramente, nel corso della gestazione può essere fecondata da più maschi. Quindi si suggerisce, nel caso di un accoppiamento programmato di prendere delle precauzioni di isolamento.